Il percorso, tappa per tappa
La salita non è una scala unica ma una sequenza di ambienti diversi, ognuno dentro la struttura di Brunelleschi. Sapere cosa arriva dopo aiuta a dosare le energie:
1. La Porta della Mandorla e le prime rampe
Si entra dal lato nord della cattedrale, non dalla facciata. Le prime scale a chiocciola in pietra portano al livello del tamburo: gradini regolari, ritmo costante — la parte più «normale» del percorso.
2. La balconata interna, a 45 metri
Il momento che nessuno si aspetta: si esce su una passerella che corre lungo il tamburo,dentro la cattedrale. Sotto, la navata; davanti, gliaffreschi del Giudizio Universale a pochi metri. Chi teme il vuoto tenga il lato del muro: le protezioni ci sono, ma i 45 metri si sentono.
3. Il corridoio tra le due calotte
Da qui si sale nell’intercapedine tra la cupola interna e quella esterna. È il tratto che rende unica questa salita: i muri si incurvano con la cupola, i gradini si inclinano, e lamuratura a spina di pesce è lì, a portata di mano, identica a sei secoli fa.
4. La rampa finale
Gli ultimi metri sono i più ripidi: una scala quasi verticale porta alla base della lanterna. È corta — questione di un minuto — ma è il punto dove il fiato corto e i 460 gradini precedenti si fanno sentire.
5. La terrazza a 91 metri
Si esce all’aperto alla base della lanterna: Firenze a 360°, dalcampanile di Giotto in primo piano fino alle colline del Chianti. La discesa segue in parte un percorso diverso, con un ultimo sguardo agli affreschi.

