Il Duomo non è un monumento: sono sei
Quando si dice «visitare il Duomo di Firenze» si parla in realtà di un complesso di sei luoghi distinti, ognuno con il suo ingresso, i suoi orari e — tranne la cattedrale — il suo biglietto:
- La cattedrale di Santa Maria del Fiore — la navata gotica, a ingresso gratuito.
- La Cupola del Brunelleschi — 463 gradini, solo su prenotazione con fascia oraria.
- Il Campanile di Giotto — 414 gradini, la vista migliore sulla cupola.
- Il Battistero di San Giovanni — la Porta del Paradiso e i mosaici dorati.
- La cripta di Santa Reparata — la chiesa paleocristiana sotto il pavimento.
- Il Museo dell’Opera del Duomo — gli originali di Ghiberti, Donatello e Michelangelo.
La buona notizia: non servono sei biglietti. I tre pass ufficialicoprono combinazioni diverse dei monumenti e valgono 3 giorni dal primo ingresso.
Le regole d’oro del complesso
| Cattedrale | Gratis, coda alla facciata, 10:15–15:45, domenica chiusa ai turisti |
|---|---|
| Cupola | Solo con Brunelleschi Pass (35 €) e slot orario prenotato |
| Campanile | Con Brunelleschi o Giotto Pass, senza fascia oraria |
| Battistero, cripta, museo | Inclusi in tutti e tre i pass |
| Dress code | Spalle e ginocchia coperte in tutti i luoghi di culto |
Un po’ di storia, senza il polverone
La cattedrale nasce nel 1296 per sostituire la piccola Santa Reparata: Firenze, ricca di banche e lana, voleva il duomo più grande della cristianità. Arnolfo di Cambio disegna una navata colossale, ma il progetto ha un buco — letteralmente: nessuno sa come coprire l’ottagono di 45 metri all’incrocio dei bracci.
Il buco resta aperto per oltre un secolo, finché nel 1418 l’Opera del Duomo bandisce il concorso che Filippo Brunelleschi vince con un’idea considerata folle: costruire la cupola senza centine di legno. Nel 1436 la cattedrale viene consacrata, e da allora la cupola definisce lo skyline di Firenze.
Ultimo tassello, la facciata: quella originale di Arnolfo fu smantellata nel Cinquecento e il fronte rimase in mattoni grezzi fino al 1887, quando Emilio De Fabris completò l’attuale facciata neogotica in marmi bianchi, verdi e rosa — gli stessi colori del campanile.
